12 Nov 2008
I miei pensieri non si fermano,
viaggiano al di la delle barriere che la mente crea.
Trasportano pensieri, emozioni, sorrisi e sospiri.
Battiti di cuore profondi , tormenti e infine la pace.
Attraversano strade, mari , valli e montagne.
Chiudo gli okki e io sono ovunque, nel mio passato
nel mio presente e nel mio futuro.
Sento da ogni poro della mia pelle che le emozioni
emergono e io le rinchiudo in una piccola parte di me.
Chiudo a chiave questo momento nel mio cuore dove solo tu
con il tuo amore hai il potere di entrare dentro di me.
12 Nov 2008
Dio come vorrei essere sorda, i ricordi pian piano ritornano nella mia mente. Basta una canzone, una frase che ho già sentito dire, un posto già visitato ed ecco tutto il rumore dei ricordi
esplode dentro di me......
Vorrei sfuggirgli e magari sentire solo quello che mi ha fatto stare bene, ma quando mi ricorda il dolore che ho dovuto
superare allora come una pazza avrei voglia di urlare più forte di quel rumore e di riuscire ad annientare quel male che mi accompagnerà sempre e che ogni volta che affiorerà mi farà desiderare di non sentire più nulla e di vivere nel silenzio più totale.
05 Nov 2008
Ne è passato del tempo dall’ultima volta che ci siamo sedute davanti al bar con la solita sigaretta in bocca, a chiacchierare di ciò che gli ultimi anni sono stati per noi. Ne è passato del tempo da quando chiacchierando ci godevamo i ricordi della nostra infanzia. Ne è passato del tempo da quando ci scompisciavamo dalle risate. La vita ha fatto il suo corso, gli eventi hanno lasciato la loro traccia, hanno lasciato quella scia di ricordi, che preferisco dimenticare perché sono come un marchio indelebile che niente e nessuno può cancellare. Ancora oggi non conosco il motivo per cui sei “scappata” via in quel modo, so soltanto che una profonda inquietudine caratterizza le mie giornate. Scrivo, nelle lettere, il dolore e la sofferenza che per me è il dover affrontare il giorno dopo e quello dopo ancora, con quel dolore che mi gonfia il petto fino a togliermi il respiro e quel pensiero costante di voler cancellare a tutti i costi quella sensazione di morte che invade il mio corpo, la mente e l’ anima. Quel corpo scosso dai singhiozzi, quella mente invasa da un dolore pazzesco perché non riesce a rispondere a quei perché che mi torturano. In apparenza posso sembrare una persona felice, in apparenza posso sembrare una donna brillante, ma dietro a quella bella maschera che indosso quotidianamente si nasconde una donna provata dalla vita, provata nel suo io, provata in ciò che di caro gli appartiene. Inutile scappare davanti all’evidenza dei fatti, inutile nascondersi dietro al dito, e ancora più inutile tentare di sorridere con le labbra, mentre gli occhi dicono tutt’altro. Sì, perché gli occhi parlano e anche se non ci si rende conto, quel loro raccontare silenzioso dicono molto di più di mille parole urlate al vento. Possiamo battere i pugni sul volante, possiamo battere i pugni contro i vetri, possiamo sbuffare quanto vogliamo per ingoiare le lacrime, ma infine, non possiamo impedire ai nostri occhi di raccontare quella verità che solo il nostro io conosce. Un io gratuitamente schiacciato dall’indifferenza, dalla superficialità. Un io, una spugna, gratuitamente gettata nel fango fino ad impregnarsi di quella sozzura, di quel fetore di livore, impregnata da violenza morale. Ed è rimasta lì, per molto tempo e oggi, tentiamo ancora di risciacquarla. Sì, lo sporco man mano è andato via, ma sono rimaste delle macchie, quelle macchie che tentiamo a tutti i costi di nascondere, quelle macchie che ognuno sa che esistono, quelle macchie che tanto vorremmo cancellare, ma più ci sforziamo e più quelle macchie sembrano non voler andare via. Quelle macchie non sono altro che i lividi che ci portiamo addosso, ma maggiormente, ce li portiamo dentro e quei lividi, anche se sono lì da anni, ti fanno ancora molto male. Il nostro è un continuo affaticarsi, un continuo affannarsi per raggiungere quella felicità dietro alla quale stiamo correndo inutilmente, perché “la felicità è come una farfalla, più le corri dietro, più lei ti sfugge … fermiamoci, ed essa si poserà sulla nostra spalla”. Gli anni si susseguono uno dopo l’altro, il tempo a volte sembra quasi che voli, che ci passi accanto silenzioso; ma è proprio in quel silenzio che il tempo ci parla, ci parla in modo che nessuno riesca a percepirne il suono, ci parla in modo incomprensibile, perché non riusciamo a collocare quell’avvenimento in quel momento storico della nostra vita. Ma prima o poi, la vita ci risponde. La vita risponde sempre ai mille perché; la vita risponde sempre, perché la vita è un impegno, un impegno che non ha mai fine. Qualcuno mi dice sempre “non vi è sosta se non in cima”… sarà pur vero, ma non è importante arrivare in cima, importante è vivere la scalata per arrivarci, perché è lì che si nasconde la felicità. La felicità non assume sembianze stratosferiche, la felicità si nasconde in un uccellino che canta; si nasconde in un girasole che per nutrirsi del calore si volta verso il sole; si nasconde negli occhi di un bambino a cui viene porto un gelato; si nasconde nella mano di una persona che aiuta un altro ad alzarsi perché è caduto; la felicità si nasconde nel cuore, ma non riusciamo a vederla, perché se pur le ferite che ci portiamo dentro si saranno cicatrizzate, alcune sotto la superficie sanguinano ancora. BASTA! Sarà forse questa l’ espressione nei confronti della vita che magari pensiamo di vivere, oppure è semplicemente un atto di sopravvivenza? Perché tra il vivere e il sopravvivere c’è un abisso. Rendiamoci conto che la sofferenza fa parte della vita, che magari ci sarà sempre una persona che ti farà soffrire, che magari ci sarà sempre un amico a tradirti, oppure il lavoro non va come dovrebbe andare, che la famiglia non è come tu la vorresti o che qualcuno è già volato via. Ci sarà sempre un “ma”, un “se”… ma non è così che si fa la storia. Non possiamo proteggerci contro il corso naturale delle cose; e se pensiamo realmente che erigendo una barriera, possiamo fermare dietro a questa tutto ciò che potrebbe venire a nuocerci, non facciamo altro che soffrire maggiormente … Perché il pensiero che dietro a quella barriera c’è la vera vita, ci lascerebbe continuamente nel dubbio. Un dubbio atroce che non ci permetterebbe di vivere, ma di sopravvivere semplicemente. Già adesso stiamo sopravvivendo, già adesso si sente tutta la pesantezza del quotidiano come un masso enorme che ci schiaccia. Sarà strano, sarà banale, sarà la cosa più ovvia del mondo, ma dietro ad ogni nuvola c’è sempre un raggio di sole pronto a farsi strada attraverso quella fitta coperta che ricopre il cielo per impedirti di vedere la luce. BASTA! BASTA! BASTA! Il mio è un grido, un grido che fa paura, un grido di disperazione, un grido che mi fa chiudere a riccio. Lo ammetto, mi fa rabbia, grande rabbia, vedere radicato così profondamente il dolore dentro di me e non poter far nulla; no, non è vero; qualcosa c’è che posso fare : pregare! Pregare e pregare ancora. Infine, so bene che non leggerai mai questa mia lettera, ma ciò che volevo dirti è semplicemente racchiuso tra queste righe. Non ho pretese, né mai ne avrò; sono solo una presenza silenziosa che desidera allietare la mia quotidianità; sono solo una donna che ha saputo ascoltare anche ciò che non hai detto.. Una donna che vorrebbe scalare la montagna per arrivare in cima e tentare di apprezzare la salita, per quanto faticosa possa essere. Una donna che aveva detto BASTA! Una donna che tenta di vivere e non di sopravvivere. Una donna capace di aspettare. Una donna pronta a rimettersi sempre in gioco, pur avendo la consapevolezza che per quanto possa tentare di proteggersi dal dolore e dalla sofferenza, ha la possibilità di assaporare un attimo di felicità, di gustare un attimo di gioia, di arricchire il proprio io con l’investimento che nella vita non fallisce mai, e cioè l’essere se stessi. Nulla può valere un attimo di felicità, nulla può valere un attimo di gioia e nulla può valere proprio l’attimo in sé, perché voglio la certezza che un giorno mi volterò indietro e non avrò assolutamente rimpianti perché ancora una volta avrò donato un po’ di me ad una persona speciale.
05 Nov 2008
Sono come delle lame le emozioni che stanno agitando le mie lacrime. Sensazioni difficili da gestire ed impossibili da capire. Non sono più in grado di fare niente. Non ci sto con la testa.... Ogni sfumatura della mia vita mi parla di LEI!! E' un lento morire. Mi sento come una foglia che lentamente precipita dal suo mondo verso la conclusione. Le notti non le conosco più: sono ore intense passate a piangere l'affetto che ho dentro ed il fumo sta tornando a farmi compagnia...
E' questo silenzio che falcia la mia anima... è la speranza a non farmi vivere il mio futuro.
Le lacrime non finiscono mai... ci sono momenti di pace ed altri di sofferenza, ma loro, che sia tranquilla o in preda a questa tortura, continuano ad uscire a fiumi dal mio sguardo ed allora non posso far altro che abbassare la testa e fuggire il più lontano da tutti perché i loro visi preoccupati non potranno mai capire quanto sono disposta a dare pur di rivederti.
Ci si sente persi e incatenati in un giardino senza senso senza la regina di tutte le rose. Come potrò continuare a vivere in questo modo??? Se solo una delle mie preghiere potesse essere ascoltata allora...
Vorrei almeno poter volare, ma se questo mio volo fosse inutile, quale senso ha il catturarti.. se solo provo ad immaginarmi un futuro senza di te la gola si chiude e l'anima si bagna di dolore, fermando il cuore dentro una scatola di silenzi...Io sono qui e continuo ad attendere. Allunga la tua mano e aiutami a volare!!
Nel silenzio della sera, il sole tramonta mentre il dolore continua a vivere e la luna illumina la via dando riparo nelle sue ombre.
24.12.10 @ 14:32:38
da Pietro
vcvgsd
14.04.10 @ 03:36:41
da yezi
vdsds
14.04.10 @ 03:36:13
da yezi
Cavolo.....ho aggiornato il blog.... ihihihihih
07.08.09 @ 11:21:59
da Dark Angel
fantastica foto
16.02.09 @ 16:49:57
da alessio